uscire di casa
A volte esco di casa che sembro una poveraccia. Ci sono i vestiti e poi ci sono i vestiti jolly che di tanto in tanto devono capitare nella settimana, per spezzare il ritmo della regolarità. Questo accade quando non hai preso tè, quando vieni svegliata da una web radio italiana e ti trovi su una collina inglese. Oggi indosso delle calze color acqua, il che mi disturba parecchio ma poi mi consolo pensando che è il terzo paio che cambio stamattina, quindi non e' di per certo la scelta peggiore.
Poi cerco di non guardarmi i piedi: odio le quelle scarpe, non so ancora come ho fatto a comprarle, ma nel momento in cui le avevo addosso al negozio sembravano meravigliose. Ora non provo altro che odio, ma al contempo penso che dovrò pur usarle in qualche occasione e direi che la scelta di abbinamento con le scarpe di stamattina fa certamente parte degli outfit jolly. Fanno parte di quel tipo di calzature che hanno speranza di migliorare solo se consunte, ma meno sono indossate più lentamente invecchiano, anzi, ho l'impressione che diventino piu nuove ogni giorno che passa. Cerco di non guardarle e penso che tanto nessuno mi noterà in questa città di pazzi. Penso che tanto nessuno mi noterebbe comunque se fossi scalza.
E' come una donna che crede che qualcuno noti il suo rossetto nuovo: lascia che ti dica che nessuno sta guardando le tue labbra e il 90% degli uomini che le guardano pensano che tu non abbia il rossetto. Non puoi godertelo nemmeno tu poichè non ti puoi vedere da fuori. E poi si sa, il rossetto dura quella mezzora e poi arrivati sul posto di lavoro non ci si ricorda più nemmeno di rimetterselo e si passano parecchie ore senza fino a ricordarsene quando ormai è sera: chi si godrà il vostro rossetto sulla via del ritorno?
Il problema principale consiste nel non avere uno specchio a dimensione intera. I problema successivo, nel non incontrare vetrate durante il primo tratto di percorrenza per arrivare sul luogo di lavoro: case, case, case, alberi, case. Quando finalmente la prima vetrata fa capolino all'orizzonte (e ci si accorge spesso dell'irreparabile disastro) è troppo tardi per tornare indietro. E' consigliabile pertanto non specchiarsi in vetrate troppo lontane da casa, onde evitare di restare per l'intera giornata immersi in un'aura di depressione sentendovi gli sguardi di tutti addosso: meglio rimanere ignoranti in merito.
Tre ubriachi delle 10 di mattina si stanno dirigendo nella mia direzione mentre percorro il marciapiede (ho già passato la vetrata, yes!). Uno sventaglia una bottiglia vuota camminando all'indietro per guardare in faccia gli altri due. Uno fa gesti che sembrano dire "quella volta che mi sono vomitato in faccia". Il terzo mi dice "I love you" e poi "...she ain't!" e tutti ridono. Si', è decisamente l'inizio di un nuovo giorno.