14.07.2011

I tempi si fanno stretti








Per correre uso un paio di mutande speciali che hanno dei cordini. Le uso per legarci le chiavi di casa, in modo da non perderle, come già è successo in altre occasioni in modi del tutto imbarazzanti che non starò qui a raccontare. Entro nel portone e approfitto di qualcuno che sta arrivando per non aprire io la porta. Due ragazzi entrano nel portone. Loro vanno a scale e io prendo l’ascensore. Devo puzzare. E molto, perché i ragazzi dimostrano una strana fretta di chi fa finta di aver lasciato la macchina in seconda fila.  Sono cose che succedono quando pensi che tanto suderai ed è inutile usare un deodorante prima di andare a correre in pausa pranzo. 

Pensando che tutti gli spostamenti siano immediati ti rendi conto di quanto vorresti che lo fossero sempre di più. Quando il viaggio in metro da lavoro a casa prima durava un niente adesso sta diventando un’eternità e già pensi a un’ipotetica raccolta firme che propone l’incremento della velocità oraria dei mezzi sotterranei. Come quando al liceo le lezioni di inizio anno duravano solo 3 ore al giorno la prima settimana, arrivati al venerdì iniziavi a sperare di uscire dopo la prima ora. 

Dopotutto lavorando troppe ora al giorno è bene organizzarsi e incastrare ogni piccola attività nei momenti liberi, voglio dire liberati, nel senso che nella realtà sarei dovuta comunque rimanere al lavoro per tutto il tempo possibile. Adoro il mercoledì sera, pieno di libertà che preannuncia il weekend.

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