le solite atmosfere attraversano la città di questi tempi. la torino sempre on the move, ai murazzi o per le stesse vie di sempre che in questo periodo ha bisogno di uscire e transita in una fase che aspetta l'estate ma che sta uscendo da un tempo rigido che per qualcuno vuol dire andare a sciare. chi non è in valle è qua nella city. e la si percepisce questa fase di transizione. specie per chi si è appena laureato o per chi comunque è in stallo da un po'..la sessione di esami è finita per tutti.
febbraio: un po' il mese dell'attesa. questo febbraio, è particolarmente rigido oltre che essere corto. e siamo già alla fine. domani siamo a marzo..e si cambia giro. e siamo sempre in ritardo rispetto alle nostre tabelle aspettando di dire ogni venerdì TGIF (thanks god it's friday!) e finalmente allentare il guinzaglio per uscire la sera, con conoscenze improbabili. due bicchieri e senza accorgersene è di nuovo un lunedì mattina incredulo di un tempo ormai finito per dormire, di un sogno spezzato dalla maledetta sveglia. e sei di nuovo su un pullman che porta le tue chiappe in un posto in cui devi stare 8 ore...e intanto pianifichi la tua settimana, sapendo già, mentre scrivi, che nulla di tutto ciò sarà rispettato. e quando finalmente arriva il venerdì non ti accorgi nemmeno che il weekend sta già di nuovo finendo. e continui a pensare a quello che accadrà dopo, fra due ore, quando finalmente finirà il turno (perchè quello che fai non ti piace), fra tre giorni, il weekend dopo al prossimo party tanto atteso che si rivelerà inevitabilmente un flop. e allora tutti che si sballano e vanno ai party, perchè l'importante è divertirsi.
ma l'importante non è divertirsi. tutti vorrebbero avere mille donne e mille uomini perchè ognuno di natura desidera il massimo per sè. mille alcolismi, mille sballi, notti, vestiti alla moda corrente e a poco prezzo, essere di punta fra i designer, essere avanti rispetto a tutti, downloadare il mondo, entrare ovunque, perchè tutto è permesso e nulla è chiuso, parlare per primi e il giorno dopo raccontare a qualcuno prendendo un caffè verso la mezza.
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