quante feste di compleanno negli spensierati pomeriggi delle elemetari. di solito iniziavano alle 5. già, perchè la scuola finiva alle 4. che ricordi. mi ricordo che riuscivo in particolare a intrufolarmi (un po' come adesso..) alle feste in genere di gente che conoscevo poco - o che mi aveva invitato all'ultimo minuto perchè forse se ne era dimenticata prima - e puntualmente quindi mi presentavo senza regalo per la disorganizzazione. le più belle erano le feste dei compagni di classe di mia sorella che ovviamente iniziavo a salutare solo dal giorno della loro festa e così mi invitavano. molti avevano preso l'abitudine di andare a festeggiare in una pasticceria vicino alla scuola - si vede che le mamme avevano fatto il passa parola. ah, le mamme! quelle mamme erano così anni '90, con quei loro capelli e quelle borsette che arrivavano alle tasche dei jeans (quindi non molto in basso per l'epoca). in queste pasticcerie si mangiava bene perchè si mangiava la 'roba di pasticceria'.
certi regali poi mi sono proprio rimasti impressi. perchè c'erano quelli che avevano sempre il regalo perfetto - e quelli non passeranno mai alla storia perchè rientrano nella norma, nessuno si ricorderà mai il loro regalo. invece quelli sfigati, quelli che regalano cose proprie o quelli che si sfigurano davanti a tutti, quelli sì! che verranno ricordati in eterno. perchè sono capaci tutti a regalare la Barbie da collezione a Roberta - che alla fine il più contento era suo padre, non si sa bene il perchè. ma quelli che crepano di inventiva, quelli che rischiano tutto... quella è un'altra cosa. come Alessandro che aveva regalato un suo pupazzo, qualcosa che probabilmente usava all'asilo, tutto impacchettato in una confezione fatta da lui con i pezzi di cartone, quasi come se fosse l'imballaggio vero del giocattolo e dopo che la festeggiata l'aveva scartato erano saltati fuori questi pezzi di cartone e nessuno aveva capito perchè.
una volta ero andata da Luca un compagno di classe di mia sorella. le sue feste erano note come magistrali. una volta aveva fatto una festa per carnevale ma - non si sa bene in motivo - tutti avevano portato un regalo. probabilmente coincideva con il suo compleanno? ma la cosa non sembrava riguardarmi più di tanto. non era la prima volta che andavo in quella casa... ma fu l'ultima. per questo la ricordo bene. io mi ero vestita da ballerina... non che fosse un vero costume, era la prima cosa che riuscivo mettere insieme con una gonna di pizzo rosa e delle scarpette da danza classica comprate al mercato. il fatto è che il costume da pantera rosa che mi aveva fatto mia mamma non mi entrava più e tutto sommato mi ero stancata delle mamme che mi dicevano: "e tu cosa sei? un gatto rosa??" ma ti pare??! secondo te mi sono vestita da gatto rosa? cioè ti sembra un personaggio celebre o anche solo minimamente popolare? tornando alle feste... alla fine si riusciva a perdere sempre qualche pezzo del costume tipo: gli zorro dimenticavano la spada da qualche parte, le principesse lasciavano la corona appoggiata su qualche tavolo e così via. io alla fine quella volta avevo dimenticato dei nastri che tenevo intorno alle gambe e che ovviamente per loro natura non avrebbero mai potuto rimanere lì come del resto le scarpe e tutto il resto, si sa. e poi arrivava sempre quel momento che separava l'animazione di gruppo dall'anarchia totale in cui i bambini giocavano al limbo e nonstante il papà abbassasse il volume della radio, c'era sempre un bambino che ogni volta che passava sotto il Limbo girava la rotella dello stereo e il papà non riusciva a capire il perché del continuo innalzamento di volume.
la peggiore di tutte le volte era stata a casa di Stefania. sua mamma mi aveva già preso in contropiede perchè - non a torto - mi reputava un po' attiva, per così dire. ma non mi era mai sembrato di accorgermene, devo averlo capito dopo. una volta alla sua festa di compleanno ci eravamo chiuse tutte in bagno e io ero andata nella vasca per sfruttare meglio lo spazio, al che tutte si erano scandalizzate e avevano iniziato a urlare fino a chiamare la mamma che era arrivata e vedendomi aveva detto a gran voce: "ma a casa tua le fai queste cose?". forse si aspettava un no. quella frase avrebbe voluto essere di monito ma io avevo detto in tutta risposta che le facevo eccome quelle cose a casa mia. la cosa ancora oggi fa fatica a turbarmi del tutto. quanto è vero che l'acqua del bidè è più buona di quella del lavandino (sgorga prima, perchè più in basso) è vero anche che non è una cosa sconvenevole entrare con le scarpe nella vasca. sì, perchè adesso che mi ricordo erano state le scarpe a turbarla. tutte queste voci di quello che facevo riscuotevano in giro una fama incredibile..."ma sapete che Cecilia è entrata nella vasca con le scarpe??"...che novità. solo adesso riesco a cogliere uno stato di vergogna, dopo 15 anni è già qualcosa.
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