cose che si pensano e cose che si dicono
oggi sul pullman c'erano alcuni. giapponesi credo. erano schiacciati come me fra le porte in una di quelle situazioni tipiche della Torino delle otto di sera. a un tratto hanno tutti cominciato a parlare della fermata alla quale dovevano scendere, naturalmente ho dovuto tradurre tutto senza vocabolario. erano due ragazzi e una ragazza, probabilmente miei coetanei (e quindi anche coetanei fra loro). hanno iniziato a dire cose come "shudà shushi shu" e l'altro "shuoi shu shaaa" e la terza "shu......shu shei". ci sono situazioni in cui vorresti fare o dire qualcosa ma la maggior parte delle volte sei trattenuto da remore comportamentali. alchè nella mia testa ho iniziato a pensare che cosa mi avrebbero risposto se avessi detto "should I stay or should I go?". prima di decidere se dirlo o no sono scoppiata a ridere, ai loro occhi senza motivo, al solo pensiero di quello che avevo appena immaginato.
non è la prima volta che vedo discutere i giapponesi sulle fermate. ad esempio una volta in metro, clamorosa, un gruppo di giapponesi stava facendo a gara a chi indovinava la pronuncia dell'altoparlante. a ogni fermata dicevano una pronuncia totalmente sbagliata, tipo a Pozzo Strada dicevano "putchas raji", e io "no, no..non ci siamo...PO-ZZO STRA-DA" e poi ancora "màsawà", e io "no, l'accento è Ma-ssaua" e poi arrivati a Marche sparano con fare di chi l'aveva studiata bene "makeee", e io "si dice con la r MaRRche"..e fu invece con mio grande stupore che l'alto parlante disse "Next station: Maaaake"..uuuahuuhauhuaha!!
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