lezioni (anglo)americane
un venerdì. uno dei tanti e anche uno dei più curiosi. come al solito, nella mia nullafacenza continua devo inventarmi nuove idee e dopo il triathlon, ieri sera mi è venuto in mente che avrei, dopotutto, potuto seguire alcune lezioni di inglese, ma non un corso qualsiasi, un corso di americano. questa sì che è una buona idea.
contatto Marina (che sapevo frequentante), qualche sito internet e stamattina eccomi pronta a tornare ai banchi. mi reco a Palazzo Nuovo verso le 9...c'è uno sciopero dei soliti e non mi andrebbe proprio di perdere lezioni così importanti e così, per non rischiare sono andata lì un'ora prima. ore 10: sono sulle scale del palazzetto di via Verdi ad aspettare una qualche professoressa. ed eccola: un'imperdibile lezione con la più onerosa traduttrice d'Italia sta per avere inizio.
lei inizia a fare battute con la sua infinita borghesità che si nota ai dehors di qualche cafè, si capisce che è una donna che ama insegnare e fare il proprio mestiere con passione. capelli grigio argento, un'enorme mantella sulle spalle e coraggio da vendere. sì, perchè è la più pagata di Italia e viene pagata 18 euro a cartella..ogni cartella è formata da 2000 battute. un niente. un disprezzo per l'onere della traduzione. tutti sperano che continuino ad esserci persone come questa che per il troppo amore continuano a prendersi a cuore la traduzione, comunque vengano pagate.
la lezione dura 3 ore di traduzione comparata fra tutti gli allievi. per un momento ognuno sembra impegnato a capire se con "Prudential" l'autore intendesse il Prudential center o la Prudential tower. io aggiungo che secondo me il Prudential è un ospedale..tutti sembrano darmi ragione, seppur in inglese...ma per un momento mi sento come Alice a tavola col cappellaio e tutti gli animali invitati a prendere il tè. mi scappa quasi "oggi è anche il mio NON-COMPLEANNO!"
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