14.12.2008

let's commence...dicembre
eccoci di nuovo. in una spiccante forma. non credeteci se vi dicono che quando non hai lezione da seguire puoi studiare. non è vero. io ci ho provato, a studiare. sono 3 mesi che ci provo e non ho ancora iniziato il maledetto tirocinio. adesso di nuovo esami. speruma! il surf è andato. è tempo di snowboardare e forse la prossima, in settimana si riescie. lo stretching è stato fatto, l'acido lattico è stato riassorbito. ora ho male ai muscoli. tutto perfetto.ora devo solo andare a ritirare la tavola dal laminista. e c'è chi è a Barcellona e se la spassa come chi, con il sole e con la pioggia, tiene il suo negozietto di surf a Sanre. tanto lo sappiamo che per costoro la liguria è l'unico posto del mondo dove vai a snowboardare e a surfare nella stessa giornata.

sogni e incubi
è stato quanto mai fantastico. c'era un aereo da prendere per U.S. probabilmente mi era stato offerto nel senso che non l'avevo pagato. arriviamo a sto aeroporto e io ero disorganizzata su tutta la linea nel senso che avevo un casino di borse sparse..e, come seci fosse un tapis roulant sotto le borse erano costrette ad avanzare per qualche motivo senza il mio consenso, verso il check-in. solo che c'era un buco nel pavimento, un buco largo circa un metro di diametro, dove tutta la roba ci cadeva al piano di sotto. solo che una borsa era quella del computer e voglio dire, se cade sotto un minimo si romperà. avevoil presentimento che fosse rotto, anche se non avevo ancora aperto la borsa allora mi sono messa a litigare con quella del check-in dicendole che gli averei potuti citare per il loro ambiente non a norma. "sarei potuta caderci io là dentro!!" questa era dopotutto solo una scusa, ma cmq ci stava bene adesso che ci penso. poi quest'aeroporto era più o meno simile a una sala congressi: tetti bassi controsoffittati, ambienti ovattati pieni di moquette e specchi in ogni parete. in sostanza alla fine avventuro per una delle mie stradine deserte e proibite (nel sogno) e finisco su per una scala con un grande mancorrente di legno, stile case country americane, dove alla sommità trovo una porta. entro e dentro c'è una casa americana tutta addobbata per Natale, in modo pacchiano. però a quanto pare la vecchia signora che ci abita è una parente. il marito suona il pianoforte in quel momento e dice "sì, cara, ho capito che è arrivata" ...voglio dire, mi aspettavo un po' più di accoglienza, visti gli anni da cui non ci vediamo. c'è una scala uguale a quella da cui sono arrivata che porta al piano di sopra ma questa è tutta addobbata. anche questa casa è piena di moquette. e ho la sensazione che si farà una bella cenetta. forse c'è il profumo nell'aria...

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