20.09.2008

per designers
vi do una lista nera di luoghi comuni per quanto riguarda il design...ma quante porcate si vedono in giro! qualche avvertenza per stare lontano dalle solite banalità che si ripetono da troppo tempo nel mondo degli allestimenti e del furniture design.


mi spingo in piazza S. Carlo per visitare una mostra sull'allestimento di cui non cito il nome per pudicizia. appena dentro l'ambiente è quello della sfilata DERELICT di Zoolanderiana memoria. ormai in giro non si vede che la stessa inutile roba, ripetuta; come le visioni futuribili al tempo delle forme aerodinamiche negli anni '20 e '30. nulla di tutto ciò è futuro. morirà entro breve.


si tende alla forma pura, ai solidi platonici e questo a noi sembra gradevole, ma è solo una ripetizione del passato, che costa di meno ma è venduta ad un prezzo molto più alto. i colori sono il bianco, che imperversa ovunque, il verde acido, che vuole sembrare teconologico ma naturale allo stesso tempo e infine il color legno betulla, unico legno usato fra i materiali in voga. si tende a creare un ambiente super teconologico e quindi privo di forme complesse, ma che si rifà a touch-screens sempre più nascosti, a multifunzionalità tutte già inserite nella forma dell'oggetto. le luci sono anch'esse bianche, accecanti che tentano di imitare la luce diurna e si convertono pannelli di led da parete in finestre; ma questa è la parte migliore.

il peggio è il rinchiudersi in casa come luogo di asilo dalla metropoli caotica e routinaria; e come in una società giapponese anni '70, fatta di cubi monoabitacolo dove non si riesce a stare in piedi, come in un Blade Runner che ritorna, ritornano quel senso di tecnologia devastante fino al punto di tornare indietro, fino al punto da non avere più paesaggi naturali, fino al punto in cui un ambiente ipertecnologico convive al contempo con scenari passati ed etnici, maya, estremamente marziani. oh, questo etnico!questa parola di cui tutti si riempono la bocca proprio perchè la loro non è ancora diventata una società multietnica...imperversano colori alla "George in the jungle", legni scuri, batik, ambra e porpora, soprammobili vegetali e scenari da eterna camera da letto. relax, come quello della sauna e della stanza della vasca idromassaggio con mobili che producono musica e luci rilassanti allo stesso tempo.

come un fuggire da qualche caos e CONCEDERSI (perchè questa è la parola più usata), come una sorta di ora d'aria, qualche secondo per se stesso, qualche secondo in cui non corri dietro alla tua vita, qualche secondo in cui comunque non riuscirai a rilassarti. questa cura morbosa del corpo, inultile! tutto vi fa sentire bene, perchè l'importante è sentirsi anestetizzati, trovare una scusa per prendersi un po' di tempo giustificandosi ed ecco che arriva il PICCOLO PARADISO PERSONALE il RITROVARE LA FORMA DEL CORPO (metaforicamente), STIMOLARE I SENSI COCCOLATI E VIZIATI, QUOTIDIANA IMMERSIONE NEL BENESSERE (aaaah!questo benessere mi fa impazzire!!), l'immaginazione di paradisi caraibici, come volendo evadere da qualcosa, in modo gretto e senza risultato, POLIFONIA CROMATICA, ACCENTI, ARMONIE, VIBRAZIONI, RICHIAMO ALLE ORIGINI VS FRENESIA DEL QUOTIDIANO, DIALOGHI SENSORIALI, INSTAURAZIONE DI UN RAPPOTRO PIU' DIRETTO COL PROPRIO TEMPO.

questa domotica poi, con questa concezione della casa come fortezza in cui nascondersi e collegarsi a tutto, dove in camera da letto hai lo schermo LCD davanti e nel frattempo un proiettore sta proiettando una immagine di gocce d'acqua che cadono in un laghetto sulla parete alle tue spalle.
poi la bizzarra idea di qualche interior designer che in realtà è un architetto cinquantenne e non ha nulla da fare, e si mette a mischiare tutta questa roba, questa infinità di oggetti scrivendo e dicendo pubblicamente ciò che pensa. come il fatto di creare un ambiente di COMMISTIONI SEMANTICHE dove tutto è lecito. si inventano la storia dell'incontro fra tradizioni passate e future mischiando mobili minimal creati da schiavi coreani e porcate anni '70 che qualcuno ha cercato di dimenticare in qualche modo. che cosa ci fa in un ambiente loft attrezzato con bancone bar e consolle con giradischi e proiettore a parete formato cinematografo un divano di cuscini modello Hafa Cafè??!?perchè? perchè con tutti quesi soldi non potresti mettere un divano decente?

bisogna dunque sapere che esiste una SINTESI DEGLI OPPOSTI, un ATTRAVERSAMENTO TRA GENERI E STILI, INCONTRO FRA ORIENTE E OCCIDENTE, SACRO E PROFANO, NUOVO E SENZA ETA', il riportare a nuova vita ambienti per RENDERE UNICO E PERSONALE E ALLO STESSO TEMPO RINNOVABILE E MUTEVOLE qualcosa che in realtà c'è in tutto il mondo, TUTTO E NIENTE! si vuole dire tutto ma non si dice nulla in questo modo, le affermazioni si annullano da sole. è il mondo della nullità, e tutti ci parlano sopra..ma cosa dite???? ci pensate ogni mattina al perchè vi alzate dal vostro letto?? io credo di no, e non credo neanche che questo blaterare sia la vostra motivazione. pensateci bene. invece di ribadire questo concetto della casa che ci creiamo noi, che non è più l'arredatore, ma è lo stesso abitante (che non ha proprio nulla da fare evidentemente) a RIDISEGNARE GLI SPAZI, in base alle sue emozioni, a cambiare le luci come un virtual game, come un tamagotchi, una second life, con un telecomando SEI TU A CREARE LA TUA CASA E CAMBIARE GLI AMBIENTI, e invece tu fai meno di prima essendo in più schiavo di questo vortice del telecomando. MODELLARE SPAZI DINAMICI SECONDO IL PROPRIO EQUILIBRIO INTERIORE, ma per favore!!

nessuno ha il coraggio di dire che questo è tutto PATTUME!!! e allora lo dico io. sono ambienti brutti senza un minimo di criterio logico. e l'arte poi, infilata dappertutto, in particolar modo la POP ART, che così non ci si sbaglia mai..(ti è caduto il dentifricio per terra..ah no, è pop art, giusto!). un'orribile scultura cinese rosso fuoco, che non apparterrà neanche volendo alla nostra tradizione artistica..come nel caso delle influenze asiatiche per giustificare una purificazione che non esiste.

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